Stabilità 2018: nella bozza norme che impongono la fine della raccolta del Bingo in Italia

Sulla base delle informazioni relative alla bozza della legge di bilancio per l’anno 2018 il presidente dell’ASCOB, Salvatore Barbieri, esprime forti preoccupazioni per il settore del Bingo.
“Le disposizioni in materia di giochi per l’anno 2018, secondo le indiscrezioni circolate in queste ore, palesano un evidente pregiudizio nei confronti degli operatori del Bingo. La norma – afferma Barbieri – è sproporzionata e se venisse confermata saremo costretti a consegnare le concessioni”.
Dichiarazioni forti quelle di Barbieri che precisa: “le sale Bingo sono gli unici punti di raccolta che già rispettano i requisiti previsti per i punti di raccolta di Classe A, almeno per come annunciati nell’accordo in Conferenza Unificata, poiché tali requisiti erano già stati imposti agli operatori del Bingo con il primo bando di gara. Nonostante tutto le nostre attività subiscono le penalizzazioni delle disposizioni territoriali e, soprattutto, la riduzione degli orari di esercizio che ci obbligano ad una difficile lotta per la sopravvivenza e alla riduzione del personale. La raccolta fisica del Bingo garantisce occupazione attraverso contratti nazionali definiti nel pieno rispetto delle rappresentanze dei lavoratori e delle peculiarità del lavoro svolto dai nostri dipendenti, è sicuro che se alla riduzione degli orari si andrà ad aggiungere quel preoccupante aumento del canone di proroga verranno meno i presupposti per proseguire con le nostre attività di raccolta”.
Per il Bingo le disposizioni in materia di giochi per l’anno 2018 prevedono l’innalzamento da 5.000 a 7.500 euro mensili del canone di proroga, contro, ad esempio, un canone annuale di proroga di 6.000 euro per i punti di raccolta delle scommesse e nessun importo per la raccolta con sale VLT.

“È evidente – conclude Barbieri – che questa norma è sproporzionata, già ora con i 5.000 euro mensili è molto difficile mantenere la concessione del Bingo, stiamo pagando il diritto alla raccolta 540.000 euro ( 5.000×12 per 9 anni), impossibile chiedere di più ad una sala. La bozza di bilancio porta a 810.000 euro l’importo richiesto dallo Stato, proprio in un momento in cui entrano in vigore le penalizzazioni ai giochi imposte dalle amministrazioni locali. Se questa bozza verrà confermata sarà una follia. Naturalmente ci stiamo attivando per proseguire gli incontri con i rappresentanti del Ministero della Economia e delle Finanze e con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per spiegare le nostre oggettive difficoltà di fronte ad un provvedimento che non tiene conto della situazione attuale per la distribuzione dei giochi. Possiamo comprendere la necessità di reperire nuove risorse, non riusciamo a capire perché si chiede sempre più a coloro che hanno già contribuito molto all’Erario, una richiesta di maggiori imposte distribuita su tutto il settore oltre a risultare equa diventa garanzia di successo per la manovra. Ripeto, con 7.500 euro mensili le sale Bingo saranno costrette a rinunciare al gioco del Bingo e restituire la concessione”.

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