La funzionalità delle sale Bingo per promuovere il gioco responsabile

L’Unità di ricerca Nuove Patologie Sociali dell’Università di Firenze, coordinata da Franca Tani e Massimo Morisi dei dipartimenti di Scienze politiche e sociali e di Scienze della salute, organizza in collaborazione con ASCOB, Associazione Nazionale Concessionari Bingo, un seminario di studi su “La funzionalità delle sale Bingo per promuovere il gioco responsabile”, che si tiene oggi a Firenze alle ore 15 presso la sede dell’Ateneo fiorentino di Villa Ruspoli, in Piazza Indipendenza, 9.

Le criticità legate al gioco sono un argomento di grande attualità ed oggetto di particolare considerazione da parte delle amministrazioni locali e dei media. È di poche settimane or sono la sentenza del Tar della Toscana che “boccia” il Comune di Firenze nel suo tentativo di opporre nuovi vincoli alle sale gioco. L’allarme sociale attorno al gioco, senza che venga fatta neanche l’opportuna distinzione tra legale ed illegale, è motivatamente diffuso ed enfatizza i rischi e i fenomeni patologici che vi si associano. Un allarme che oscura altre e non meno gravi patologie sociali da dipendenza quali – in primis – l’alcolismo: la cui diffusione gode di una totale franchigia nell’offerta in tutte le città italiane di qualunque dimensione che vi convivono senza opporre resistenza alcuna né controlli di qualche efficacia. Ne deriva un generale e prioritario sospetto nei confronti di tutto ciò che ha a che fare col gioco con vincite in danaro, quasi fosse un fenomeno nuovo e non, invece, una vera invariante culturale nella storia – sic et simpliciter – dell’umanità intera sotto qualsiasi latitudine antropologica. Ovviamente, proprio perché tale, il gioco va controllato e governato. Ma vi si può riuscire se non si indulge in illusorii proibizionismi: elettoralmente forse utili; ma socialmente e culturalmente irrilevanti.

Con questa consapevolezza ASCOB e i suoi associati hanno promosso una ricerca a scala nazionale per comprendere e valutare se le sale Bingo possano costituire un modello di gioco pubblico con vincite in denaro capace di prevenire o almeno mitigare il rischio di ludopatie: un modello da estendere al di là della sola e specifica offerta del Bingo.

“Gli operatori del Settore sentono forte la responsabilità del loro ruolo nell’ambito del gioco e delle sue possibili derive. Il lungo e minuzioso lavoro condotto in quest’anno con l’Università di Firenze ha confermato la valenza delle sale bingo come luoghi di intrattenimento con una vocazione naturale all’accoglienza e alla tutela del cliente. L’obiettivo di ASCOB è di continuare a promuovere il gioco responsabile e di portare all’attenzione del decisore tutti gli strumenti che possono avere una reale efficacia nel combattere il GAP affinché si riesca finalmente ad affrontare il tema in maniera propositiva ed efficiente e si abbandonino derive demagogiche e dannose per il Settore”.

La ricerca, coordinata dal Prof. Massimo Morisi, ha coinvolto più di 800 giocatori distribuiti in diverse realtà regionali e ha evidenziato come esista una relazione stretta tra “gioco responsabile” e “ambiente” del gioco: indicando una linea di azione che deve coinvolgere selettivamente tanto gli imprenditori quanto le amministrazioni locali di riferimento.

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