CISAL Terziario scrive al Governo per chiedere la riapertura delle Sale Bingo

CISAL

La Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Lavoratori Commercio, Servizi e Turismo, con lettera firmata Vincenzo Caratelli, Segreteria Nazionale, scrive:

«AI Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Giuseppe Conte
presidente@pec.governo.it
AI Ministro del Lavoro e delle Politiche
Sociali
Dott.ssa Nunzia Catalfo
segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it
AI Ministero dello Sviluppo Economico
Dott. Stefano Patuanelli
Segr.min@pec.mise.gov.it
AI ministro dell’Economia e delle Finanze
Dott. Roberto Gualtieri
segreteria.ministro@pec.mef.gov.it
ASCOB
Associazione Nazionale Concessionari Bingo
ascob@ascob.it

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, il
governo ha accolto le istanze di divere categorie di lavoratori ed ha mostrato l’intenzione di
non voler protrarre inopinatamente il lockdown rischiando di compromettere ulteriormente
le già difficili condizioni economiche determinate dall’emergenza.

Certamente i dati diffusi dalla Protezione Civile circa l’andamento della curva epidemiologica e la decrescita della diffusione del virus, hanno avuto un ruolo dirimente nell’accelerare la riapertura di alcune attività che diversamente sarebbero state destinate, secondo le originarie previsioni, ad una eventuale ripresa solo a partire dal mese di giugno.

Sono infatti innumerevoli i settori che hanno ripreso in pieno le attività economiche, produttive e sociali a partire dal 18 maggio e che sperano di tornare gradualmente ad una normalità, sia pure con grande prudenza e rispettando le prescrizioni imposte per il contenimento della diffusione del virus.

Dal 25 maggio sono consentite le attività sportive, riaprono palestre e piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, strutture dove si svolgono attività per il benessere della persona.

Dal 18 maggio sono stati aperti addirittura i centri commerciali.

Ma che dire delle sale bingo? Perché manca qualsiasi indicazione in merito alla loro riapertura?
A differenza di tutte le altre attività, infatti, il decreto non menziona nessuna data di ripresa delle sale bingo.

Eppure si tratta di un grande comparto italiano che è quello del gioco responsabile, la cui chiusura a seguito dell’epidemia ha causato la paralisi del settore, con disastrose conseguenze economiche per tutti i lavoratori e le loro famiglie coinvolte.

Si tratta di un’attività in cui opera un elevato numero di lavoratori che ad oggi ammontano a circa 12.000 unità e che sono esposti al rischio di perdere il lavoro, se non viene data loro
la possibilità di ripartire.

Gli stessi lavoratori stanno esprimendo con forza, attraverso manifestazioni pubbliche ed
una sentita lettera di denuncia al governo con la quale implorano di poter tornare a lavorare, la volontà di riprendere il lavoro e di trovare risposte alle loro legittime aspettative.

Le sale bingo possono e devono riaprire perché, a differenza di tante altre attività, sono
strutture con ampie superfici che consentono di poter attuare i protocolli di sicurezza e di
garantire l’applicazione delle misure di distanziamento sociale, l’utilizzo di tutti i dispositivi
individuali di protezione, l’uso dei termoscanner alle entrate e la sanificazione frequente dei
locali.

Le associazioni Ascob, Anib e Cisal Terziario, parti stipulanti il CCNL Sale Bingo e Gaming
Hall, si sono incontrate per confrontarsi sulla difficile situazione che ha coinvolto il paese a
seguito dell’emergenza da Covid-19 ed in particolare per adottare misure idonee a tutelare
i lavoratori impiegati nel settore bingo e gaming hall, sottoscrivendo, il 28 aprile 2020, un
protocollo sulla sicurezza, attuazione di quello sottoscritto con le parti sociali e il Governo
in data 14 e 24 marzo 2020.

Alla luce di tutte queste considerazioni, si chiede quindi che il governo voglia intervenire con urgenza per includere le sale bingo nell’elenco dei codici Ateco delle attività che possono ripartire da subito».

Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Lavoratori Commercio, Servizi e Turismo

Lettera aperta alle Istituzioni: Le richieste di ASCOB sul quotidiano “la Repubblica”

Lettara a la Repubblica

L’associazione il 19 Aprile 2020 ha pubblicato sul quotidiano La Repubblica con una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Avv. Giuseppe Conte, al Ministro della Sanità On. Roberto Speranza, al Ministro delle Finanze On. Roberto Gualtieri, al Dott. Vittorio Colao, ai Presidenti di Regione.

«Desideriamo portare all’attenzione delle SS. VV. la nostra disponibilità a confrontarci sulle misure necessarie per impostare le caratteristiche logistico·organizzative delle sale bingo per adeguarle alle esigenze nascenti dall’emergenza sanitaria in corso.

L’offerta d’intrattenimento delle nostre sale rappresenta un importante complemento della vita sociale, ma anche una significativa integrazione dell’offerta turistica di molte città italiane, come accade per qualsiasi altro pubblico esercizio che offra occasione di ristorazione e d’intrattenimento lungo tutto l’arco della normale giornata lavorativa e, nello specifico, anche oltre.

L’organizzazione della nostra attività caratterizzata dalle grandi dimensioni dei locali dedicati e dalla numerosità del personale addetto, ancor più di quanto normalmente accade nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, consente di predisporre agevolmente le necessarie misure di tutela (consigliate dal World Health Organization per il settore ricettivo e della ristorazione), secondo un protocollo che siamo pronti a recepire non appena sarà varato dalle Autorità preposte, e che comunque, a titolo esemplificativo e non esaustivo, prevede sin d’ora:

distanziometro sociale, registro identificativo del cliente, terma-scanner all’ingresso della sala, mascherine e guanti per i dipendenti e per i clienti, gel disinfettanti all’ingresso e all’interno della sala a disposizione di dipendenti e clienti; sanificazione giornaliera di tutti gli ambienti.

Nella delicatissima fase della ripartenza delle attività imprenditoriali, siamo certi di poter dare sicurezza in misura più elevata rispetto alle altre attività connesse all’offerta turistica e d’intrattenimento.

Vi chiediamo quindi di volere guardare al sistema del gioco pubblico organizzato nelle sale bingo con un approccio non pregiudiziale, inserendo la nostra attività nel contesto dei provvedimenti normativi che riguarderanno il settore dell’ospitalità e della ristorazione, sia sotto il profilo delle agevolazioni economiche e finanziarie, sia sotto quello dei tempi e modi per la ripresa delle attività.

Per la continuità delle nostre imprese non potremmo sostenere una stagione estiva con sale chiuse, perché in tal caso non potremmo continuare a garantire il reddito ad oltre 12 mila famiglie e il gettito erariale di oltre un miliardo che lo Stato ricava annualmente dall’esercizio delle nostre attività.

Come tutti, per riprendere l’attività avremo bisogno di essere aiutati , e quindi in particolare

CHIEDIAMO

  • Proroga delle concessioni per almeno sei anni, per poter accedere al decreto liquidità, altrimenti inapplicabile per le nostre aziende: nessuna banca concede un prestito ad una società con una concessione annuale;
  • Sospensione del canone della proroga della concessione, divenuto insostenibile;
  • Pagamento delle cartelle da gioco a 90 giorni.

I mesi a venire saranno necessari per formalizzare i necessari interventi normativi sul settore che abbiamo richiesto nelle sedi preposte ma dobbiamo poterlo fare da sale aperte altrimenti nulla sarà più utile. Siamo a disposizione delle Amministrazioni per l’approfondimento delle iniziative già avviate con gli organismi preposti.

Certi della consapevole comprensione dello spirito che ci anima in quanto Concessionari dello Stato, come tali siamo responsabilmente pronti a contribuire al salvataggio dell’economia del Paese.

Forse siamo ancora in tempo per salvare le nostre aziende e i 12 mila posti di lavoro dei nostri dipendenti.

Domani sarà troppo tardi!».

Assemblea ASCOB: Manovra 2020, strategie e proposte

Ieri si è tenuta a Roma, presso la sala convegni dell’Hotel H10, l’Assemblea dei soci ASCOB.

All’ordine del giorno l’analisi della situazione e un confronto sulle strategie future dopo la pubblicazione del decreto Fiscale e del testo della Manovra per il 2020.

“Con questi provvedimenti siamo 3 volte penalizzati non una: oltre al pesante ulteriore incremento dell’aliquota del prelievo sul AWP e VLT, a noi del Bingo si chiede di accettare una proroga molto onerosa (90mila euro) e di pagare inoltre 10.000 euro annui per l’iscrizione ad un registro che dovrebbe già esistere. Poi le gare per i diritti degli apparecchi…”.

Così ha commentato il presidente dell’ASCOB, Salvatore Barbieri, che ha condiviso con l’Assemblea le sue osservazioni sul decreto Fiscale con attenzione a quanto annunciato in Manovra circa una prossima gara anche per i diritti alla installazione di AWP e VLT e per location specializzate nella raccolta del gioco.

I soci hanno espresso le loro perplessità su disposizioni che vedono per le Gaming Hall del Bingo crescere in modo incomprensibile (e forse insostenibile) la pressione fiscale diretta e indiretta.

Sono state avanzate ipotesi e proposte soluzioni da promuovere durante i lavori parlamentari di conversione in legge dei due provvedimenti emanati dal Governo con la speranza di vedere riconosciute le legittime aspettative di imprese che garantiscono occupazione e producono ricchezza operando nel settore dei servizi per conto dello Stato.

Grande partecipazione ai corsi per l’antiriciclaggio

L’associazione ASCOB ha organizzato una serie di incontri informativi e formativi dedicati ai concessionari del Bingo e agli addetti alle Sale sul tema dell’antiriciclaggio.

Lo scorso 15 maggio a Roma e il 21 a Bologna gli appuntamenti del programma ASCOB in collaborazione con il Prof. Ranieri Razzante che hanno registrato grande partecipazione e apprezzamento da parte di tecnici e operatori. Il corso del Prof. Razzante sarà replicato il prossimo 28 maggio a Catania a beneficio di coloro che non hanno potuto partecipare agli eventi di Roma e Bologna.

Ancora una volta – afferma Salvatore Barbieri, presidente dell’ASCOB, – l’associazione mostra il suo impegno nel lavorare per la diffusione della cultura del gioco legale contribuendo alla formazione di coloro che si occupano della distribuzione del gioco pubblico affinché questo sia sempre più sicuro, controllato e con una grande attenzione alla tutela del cliente giocatore”.

Ranieri Razzante è Docente di “Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio” nell’Università di Bologna oltre che presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze di Roma. Docente di “Regolamentazione antiriciclaggio internazionale” presso l’Università Telematica G. Marconi in Roma. Insegna “Legislazione antiriciclaggio” presso la Scuola di Polizia Tributaria della GdF, la Scuola Superiore di Polizia e presso l’AISI – Agenzia Informazione e Sicurezza Interna. Ancora, presso la Scuola Forense dell’Università Luiss ed il Master in “Diritto penale d’impresa” della medesima Università.
È Consulente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere, nonché Fondatore e Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (AIRA). È inoltre Membro del GIPAF – Gruppo di lavoro interdisciplinare per la prevenzione amministrativa delle frodi sulle carte di pagamento – istituito presso il MEF – Dipartimento del Tesoro – Coordinatore del Gruppo Analisi Legislativa. Ha fatto parte della Commissione MEF per la redazione del TU Antiriciclaggio e dello Steering Committee del Ministero dell’Economia (Direzione III) per l’attuazione del programma “Security and Safeguarding Liberties – Prevention of and Fight against Crime”, della Dg Freedom, Security and Justice della UE. È Componente del Consiglio di Amministrazione della “Fondazione per la Ricerca Giuridico Economica sugli Enti Non profit e le Imprese” istituita presso la Luiss-Guido Carli di Roma (Fondazione Bruno Visentini); è stato membro dell’Osservatorio per la Sicurezza Nazionale costituito presso il Centro Alti Studi Difesa, nonché dell’Osservatorio Socio-Economico del CNEL sulla Criminalità. Presidente dell’Organismo di Vigilanza della società Moneygram Italy spa e Presidente della IUS Consulting, società attiva nella formazione e convegnistica aziendale.

Elezioni Consiglio Direttivo: Barbieri riconfermato alla Presidenza

  • Salvatore Barbieri al suo quarto mandato
  • Rappresentatività all’insegna della democrazia e della trasparenza

Si è tenuta oggi, presso l’Hotel Crown Plaza St. Peters, via Aurelia Antica 415, Roma, l’assemblea straordinaria per il rinnovo delle cariche rispettivamente del Direttivo, e dei Probiviri dell’ASCOB, Associazione Concessionari Bingo. In un clima amichevole ed alla presenza di un folto numero di associati si è prima insediata la commissione elettorale e si è dato poi luogo alle attività propedeutiche alle Elezioni. A valle dello spoglio delle schede il nuovo direttivo risulta composto da: Salvatore Barbieri, Andrea Battistini, Giovanni Enrico Boel, Tommaso Martini, Antonio Porsia, Antonio Possemmato, Marco Rondoni. Massimo Ruta, Vasco Valeri e Marco Zega. Il Collegio dei Probiviri vede eletti Alberto Garcia, Corrado Gennuso ed Emmanuele Cangianelli.

Il nuovo Consiglio Direttivo, riunitosi immediatamente dopo la chiusura del Seggio e la proclamazione degli eletti, ha nominato all’unanimità Salvatore Barbieri, già Presidente uscente, nuovo Presidente per il prossimo triennio. Sarà il quarto mandato consecutivo.

Barbieri, a valle della nuova nomina a presidente dichiara: “Ringrazio tutti gli associati ASCOB per avermi rinnovato per la quarta volta consecutiva il mandato da Presidente. Continuerò a lavorare affinché ASCOB rappresenti le istanze delle sale piccole come quelle dei grandi gruppi. Grandi sfide attendono ancora il Settore e Ascob sarà in prima fila per affrontarle nel migliore dei modi”.

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Raggiunto l’accordo per il primo contratto nazionale per i lavoratori nel settore del gioco

ASCOB, associazione nazionale concessionari delle sale bingo e CISAL TERZIARIO hanno raggiunto l’accordo per un Protocollo d’intesa da applicare ai contratti collettivi dei dipendenti di sale bingo e gaming hall.

Il Protocollo, siglato dal presidente ASCOB, Salvatore Barbieri, e dal segretario nazionale CISAL TERZIARIO, Vincenzo Caratelli, propone una soluzione alle criticità che vivono i concessionari e i circa 12 mila lavoratori dipendenti del settore a causa di una legislazione confusa che regola a livello nazionale ma cambia tutto a livello territoriale con limitazioni e divieti che, introdotti successivamente, rischiano di portare alla perdita di numerosi posti di lavoro.

La necessità di adeguare la contrattazione collettiva con le nuove norme e la volontà di favorire il mantenimento dei posti di lavoro, la crescita dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni economiche, sono le motivazioni alla base del Protocollo che individua una specifica contrattazione collettiva nazionale per i dipendenti delle sale bingo e delle gaming hall.

Il contratto nazionale partirà dal 1° giugno 2018.

Il presidente dell’ASCOB, intervistato dalla Redazione di Jamma ha così commentato:

Finalmente il primo e l’unico contratto collettivo nazionale espressamente pensato per gli addetti alle attività di distribuzione del gioco pubblico!

Siamo molto felici dell’accordo raggiunto con CISAL TERZIARIO perchè tutela le esigenze datoriali e i lavoratori.

Il Protocollo siglato conferma le situazioni pregresse ma esplica l’applicazione delle nuove declaratorie e la definizione di tutte le figure occupate nelle sale bingo e nelle gaming hall.

Il personale dipendente sarà inquadrato secondo la classificazione delle professionalità conforme all’EQF – European Qualifications Framework in piena attuazione della disciplina europea e il trattamento economico sarà definito secondo i principi del sistema contrattuale CISAL TERZIARIO.

Il Protocollo prevede il welfare contrattuale, secondo la normativa in vigore in materia, e permette l’offerta di premialità.

La nostra intenzione è quella di predisporre le condizioni affinché, soprattutto in questo momento di crisi, il dipendente possa essere sempre più vicino al datore di lavoro nella condivisione della mission dell’azienda”.

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